sabato 17 agosto 2013
"I dirigenti scolastici (DS) e le scuole dove ci sono pratiche manageriali e organizzative migliori riescono a fare la differenza nella qualità scolastica e nei risultati di apprendimento, nonostante i vincoli istituzionali e di risorse che ne limitano le possibilità operative nell’ambito dell’autonomia scolastica. Colmare il divario di competenza manageriale e qualità organizzativa rispetto ai sistemi educativi di altri paesi potrebbe, dunque, essere una delle leve a disposizione (non l’unica ovviamente) della politica scolastica per colmare il divario negli apprendimenti degli studenti italiani rispetto a quelli dei loro pari esteri. A condizione, però, di ripensare il sistema di formazione (un buon docente non diventa per forza un buon dirigente, ma va preparato in modo specifico) e le logiche di reclutamento dei DS (la dirigenza non può continuare a essere solo una prospettiva di fine carriera per i docenti)."
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