sabato 24 agosto 2013

"Ai nostri giorni il futuro è tendenzialmente usato come una sorta di spazio indefinito dove rinviare il maggior numero di problemi non risolvibili nel presente, ne sono un esempio le scorie prodotte dalle centrali atomiche, i debiti dei nostri Paesi o più semplicemente i mutui delle nostre famiglie. Se torniamo per un attimo a John Stuart Mill (1806-1873), intuiamo che le categorie di pensiero costitutive dell’idea di futuro, ovverosia la progettualità e il progresso, sono pressoché decadute."

http://www.treccani.it/magazine/piazza_enciclopedia_magazine/geopolitica/la_scomparsa_del_futuro_in_Occidente.html

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