venerdì 11 ottobre 2013
ZYGMUNT BAUMAN "Nella società di oggi sono cambiati la nostra percezione e il nostro uso del tempo. Siamo meno in grado di fare programmi, perché siamo sempre più consapevoli che gli eventi della nostra vita sono imprevisti e imprevedibili. Prima il nostro tempo era strutturato in un certo modo – c’era il tempo dell’ufficio e il tempo della casa, il tempo del lavoro e quello del riposo – e si lottava per pianificarlo nella maniera più solida possibile. Oggi queste divisioni stanno venendo meno. Ci sono solo eventi istantanei, che capitano inattesi. La nostra percezione del tempo si riassume nell’espressione ‘il tempo è adesso’”. In questa trasformazione hanno molto a che fare le nuove tecnologie e i social media, che hanno inaugurato l’epoca della comunicazione istantanea. “Con smartphone, tablet e pc, noi siamo sempre presenti, sempre connessi”, in altre parole, viene eroso il tempo della nostra vita privata. Di contro a questa presenza costante che ci viene imposta on line, siamo spesso assenti al nostro mondo off line – “penso per esempio all’immagine sempre più frequente di un gruppo di amici, ciascuno con il proprio telefono in mano: sono insieme solo fisicamente, ma ognuno è ‘spiritualmente’ trasportato in altri mondi”.
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