giovedì 19 settembre 2013

GERMANIA - "La retorica delle riforme Schroeder dei primi anni 2000. Quelle riforme non hanno toccato il sistema tedesco di contrattazione collettiva, gli orari e neanche una maggiore facilità di licenziamento. Di fatto le protezioni per i lavoratori a tempo indeterminato sono rimaste inalterate (e il mercato del lavoro spaccato in due tronconi). La flessibilità è stata scaricata tutta sui lavoratori delle agenzie di lavoro temporaneo e sui disoccupati spinti a lavorare, grazie ad una forma di sussidio pubblico ai bassi salari. A livello complessivo, il risultato è stato una spinta verso il basso di tutte le retribuzioni. I salari medi sono cresciuti più dell'inflazione e della produttività solo nel 2012, dopo oltre dieci anni di ristagno. E un tedesco su cinque lavora tuttora per una retribuzione inferiore a 9 euro l'ora: è la quota maggiore di salari bassi, rispetto al reddito medio nazionale, in tutta l'Europa occidentale."

http://www.repubblica.it/economia/2013/09/14/news/eurobarometro_crisi_germania-66459538/

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